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LIBRI & MIMOSE

Da Roma a Milano, la donna è protagonista dell’editoria marzolina

LOTTOMARZO – Quest’anno non ne abbiamo scritto perché fa meno notizia dello scorso anno e non ha neppure bisogno di pubblicità: se non lo sapete, è iniziata giovedì Tempo di Libri, la fiera milanese dell’editoria approdata ad una seconda edizione rinnovata nella leadership e (un po’ più) libera dalla querelle con il Salone di Torino. Diciamoci la verità, rispetto all’edizione scorsa quest’anno c’è molta meno suspance intorno all’evento, come assistere a un derby in Coppa Italia.
È però interessante la rinnovata attenzione che il mondo dell’editoria in questo marzo riserva alla figura della donna. Non proprio il tema più originale della storia, però l’otto marzo 2018 è coinciso con l’inaugurazione di due manifestazioni letterarie (di cui una interamente dedicata all’universo femminile) che si sono stagliate su un piano più nobile rispetto alla solita massiccia pioggia di articoli, saggi, aforismi, citazioni, pensieri, parole, opere e omissioni imperniate sul gentil sesso. A cui peraltro ci accodiamo, orgogliosi di un certo opportunismo.

LE FIERETempo di Libri ha aperto dedicando interamente alla donna un’intera giornata, ma senza troppa poesia. Quasi per sottolineare implicitamente che a Milano hanno il polso del mercato editoriale: i dati sciorinati da AIE e Pepe Research nel corso del primo giorno di fiera hanno confermato l’ascesa rosa in tutta la filiera, dalle lettrici alle scrittrici, dai ruoli dirigenziali a quelli tecnici. Le donne leggono di più, scrivono sempre di più e si prendono sempre più ruoli dirigenziali e tecnici nelle case editrici. Editoria in rosa, dunque? Ma manco per niente: delle tre affermazioni solo una è realmente positiva, quella legata alla preponderanza di lettrici rispetto ai lettori. Le scrittrici rappresentano infatti ancora il 38,3% della mela mentre nelle case editrici appena il 22% di CEO, presidenti, D.G. & co. è donna. Insomma, il trend sarà pure in ascesa, ma le donne sono ancora più amate dall’editoria come acquirenti di libri che come driver del settore. Interessante – e un po’ grottesco – il fatto che il direttore dell’AIE Ricardo Franco Levi abbia sottolineato con convinzione la crescita delle donne nei ruoli dirigenziali del settore editoriale, facendo leva sulla constatazione che la media nazionale delle dirigenti negli altri settori si aggira sul 4%. Che soddisfazione.
Sempre sul versante fieristico Roma ha fatto eco a Milano, proponendo la prima edizione di Feminism, la Fiera dell’Editoria delle Donne, una manifestazione di cui parlerò solo bene per paura di eventuali ritorsioni. Organizzata dalla Casa Internazionale delle Donne con il supporto di ODEI e Iacobellieditore, Feminism si presenta con 70 stand di case editrici (per lo più indipendenti, altrimenti non sarebbe stato possibile condividere le date con Milano) e un palinsesto interamente incentrato sull’escatologia islamica nelle culture indocinesi. Dai, seriamente, di cosa volete che parli il palinsesto di una fiera che si chiama Feminism? Vi do un suggerimento: in quattro giorni di manifestazione si alterneranno sotto i riflettori un centinaio di donne e un paio di uomini. Ora: capisco la voglia di riscatto delle donne, ma avere come obiettivo “quello di mettere in evidenza, attraverso dei “Focus”, tutti i passaggi della “Filiera del libro d’Autrice”: le scelte editoriali, la stesura del testo, la produzione, la promozione, la distribuzione e l’attività critica e divulgativa di testate specifiche, sia cartacee sia online” non mi sembra un esercizio così virtuoso. Mi sembra piuttosto il tentativo di creare una nicchia e barricarcisi dentro.

DONNA E LIBRO – Nell’ambito del rapporto tra donna e libro, De Piante (di cui abbiamo raccontato la nascita in questo articolo) presenta a Tempo di Libri la pubblicazione delle lettere inedite di Oriana Fallaci a Sergio Pautasso. Opera editoriale proposta in pieno stile De Piante: trecento copie numerate rilegate a mano più dieci con copertina d’artista. Dietro l’emblematico titolo Si dà il caso invece che io sia davvero uno scrittore si dipana il dialogo tra una scrittrice e un dirigente editoriale, e implicitamente tra una donna e un uomo. Un dialogo stimolante attraverso cui si delinea l’autoritratto di “una donna assoluta, che non ha assolto nessuno. Neanche se stessa.” (Dal risvolto di copertina)
Sempre nel corso di Tempo di Libri sarà presentato Donne come noi, libro-progetto edito da Sperling & Kupfer in cui 34 giornalisti di Donna Moderna raccontano cento italiane contemporanee che hanno realizzato cose eccezionali. Nato per celebrare i 30 anni della rivista, il libro sarà presentato in 30 città italiane, darà vita ad uno spettacolo teatrale e punta già al progetto-bis, un’idea di libro bottom-up per raccontare donne di ordinaria unicità.

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