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LA MILANO DEL LIBRO PUNTA ALL’UNESCO

Abbandonati i dibattiti sulle fiere dell’editoria, Milano volta pagina e punta a diventare Città Creativa Unesco per la Letteratura

LA CANDIDATURA – È stata presentata martedì 5 settembre, nella Sala delle Conferenze di Palazzo Reale, la candidatura ufficiale di Milano a Città Creativa Unesco per la Letteratura. E con lei una visione nuova sulla centralità dell’editoria, finalmente libera (almeno temporaneamente) dal dibattito dei saloni del libro. Il progetto di candidatura, secondo quanto riportato sul sito ufficiale, prende le mosse dal libro come oggetto culturale, sociale e identitario, disegnando tragitti di scambio e integrazione fra Milano e il resto del mondo. Ma serve una premessa per capirlo in dettaglio: cosa sono le città creative Unesco?

LA RETE DELLE CITTÀ CREATIVE – Viene inventata nel 2004 dall’Unesco per rafforzare il collegamento tra le città che hanno basato il proprio sviluppo economico sulla creatività e si declina in sette categorie (sette come le arti): Letteratura, Gastronomia, Design industriale, Musica, Cinema, Artigianato e Arti mediatiche. Fanno parte della rete 116 città sparse in tutto il mondo, delle quali soltanto 5 sono italiane (Roma – Cinema, Parma – Gastronomia, Bologna – Musica, Fabriano – Artigianato e Torino – Design industriale). Alla call 2017 per entrare nella rete hanno risposto, oltre a Milano, altre 5 città italiane: Alba per la Gastronomia, Alghero e Carrara per l‘Artigianato, Genova e Pesaro per la Musica. Gli esiti sono attesi per il 31 ottobre.

MILIT – Suona come un nome in codice militare ma è la crasi di Milano Creative City for Literature: il progetto che candida la città meneghina grazie al coordinamento di un management team di qualità, composto da Giovanni Baule (Professore di Disegno Industriale presso la Scuola del Design di Milano), Paola Dubini (Direttore del corso di laurea in Economia per le Arti, la Cultura e la Comunicazione – Università Bocconi), Luisa Finocchi (Direttrice della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori) e Oliviero Ponte di Pino (Curatore del programma di Bookcity Milano), con Stefano Parise (Direttore del Settore Biblioteche del Comune di Milano).
Il progetto si snoda attraverso sei linee progettuali che, in attesa della diffusione del progetto ufficiale, riportiamo come da comunicato:

Le prime tre sono rivolte alla città: la prima vuole raccontare la Milano letteraria ai milanesi, ai nuovi milanesi, figli di stranieri o stranieri venuti a vivere qui, e ai turisti, attraverso eventi e multimedialità; la seconda, con l’obiettivo della “lettura inclusiva”, punta a diffondere la lettura presso le categorie disagiate, per problemi fisici o psichici, o per varie situazioni di marginalità. La terza, all’insegna della “impollinazione incrociata”, vuole costruire rapporti più stretti tra le varie comunità creative presenti nella città (e tra i vari settori creativi individuati da UNESCO), valorizzando la centralità del libro.
Altri tre progetti hanno proiezione internazionale: scambi in residenza tra i giovani scrittori milanesi e delle altre città creative; una ricerca sulle nuove professionalità richieste da un settore in rapida evoluzione; un approfondimento sui nuovi luoghi della cultura, multifunzionali e multidisciplinari (ricordando il ruolo che hanno avuto gli Idea Stores londinesi nel rinnovamento della biblioteca pubblica).

A questo punto la sfida passa per l’ampliamento della platea degli stakeholder (oggi l’elenco presenta appena due case editrici) e per il loro coinvolgimento attivo a questa iniziativa che speriamo possa consegnarci la prima città creativa italiana del libro.

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